Lauren Groff alla Libreria Internazionale Luxemburg – domenica 11 maggio, ore 11

Lauren Groff (1978) vive in Florida. Scrive regolarmente per il “New York Times” e per il “New Yorker”.

Arcadia è il suo primo romanzo.Immagine

Tradotto da Tommaso Pincio e edito da Codice edizioni, verrà presentato alla  Libreria Luxemburg domenica 11 maggio alle ore 11. L’autrice sarà affiancata da Tommaso Pincio e da Antonio Pascale.

America, stato di New York, fine anni Sessanta. Un gruppo di giovani decide di fondare una comune basata suil’amicizia, la condivisione, l’amore e l’indipendenza dal denaro. La chiameranno Arcadia. Ed è qui che nasce Briciola, il primo dei molti figli che andranno a popolare un mondo bucolico e ricco solo di ideali, ben presto corrotti dalle difficoltà della convivenza. La fine della comune costringerà Briciola e il suo grande amore Helle, nati e cresciuti in un mondo popolato da sognatori, a misurarsi con il mondo reale, quello della New York degli anni Ottanta.

La capacità dell’autrice di coprire un lasso di tempo così vasto è già unica di per sé, ma il modo raffinato in cui tratteggia i personaggi e i loro cambiamenti, specialmente quelli del protagonista, è fenomenale. Un pezzo di America, un esperimento di libertà, di ideali e di utopie che viene corrotto dal tempo e torturato dalle stesse persone che l’avevano ideato. Lauren Groff riesce a creare un capolavoro, senza scivolare nel sentimentalismo e senza sfruttare i numerosi cliché sugli hippie. È un libro che adoro.
Joe R. Lansdale

 

Credo che la qualità maggiore di un romanzo emerga dalla sensazione forte, fisica che lascia nel lettore. L’atmosfera di Arcadia è quella che si può provare in un momento particolare della giornata: quello strano momento in cui ci si sta svegliando, ma di fatto si è ancora in una terra di mezzo che non è né sonno né veglia, né immaginazione né realtà.
Tommaso Pincio

 

La cruda bellezza della scrittura di Lauren Groff è una delle cose migliori di Arcadia. Ma non è per nulla l’unico splendore di questo libro.
Janet Maslin, The New York Times

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