Le variazioni Reinach alla Libreria Luxemburg – sabato 21 febbraio

levariazioni

Sabato 21 febbraio, alle 18, avremo il piacere di presentare “Le variazioni Reinach” (Superbeat) di Filippo Tuena, che torna nelle librerie dopo dieci anni dalla prima pubblicazione. Un libro straordinario sulla storia di una famiglia risucchiata dall’abisso del Novecento: la storia dei Reinach.

“Ci ha impiegato quasi tre anni a scrivere questo libro da quel 30 marzo del 2002 al giorno che ha messo la parola fine al manoscritto e mettendo la parola fine in realtà non mette fine a niente perché sa che soltanto mettendo la parola fine a un libro quel libro comincia a dire quello che doveva dire e forse qualcuno dei suoi lettori sarà disturbato da questa volontaria incompiutezza e interromperà la lettura del libro a metà perché gli apparirà noioso e complesso irrisolto fallito ma magari qualcuno si appassionerà e superando le difficoltà della scrittura e i salti del tempo e i vuoti e gli errori e i malintesi di uno scrittore incompleto arriverà meravigliandosi a convincersi che c’era una storia che andava raccontate e letta e qualcuno l’ha raccontata e forse i fantasmi adesso saranno quieti e troveranno la pace e questo Kaddish laico e frammentario è un tentativo che doveva esser portato a termine e la parola scritta e la storia raccontata come lui sapeva scriverla e raccontarla per esser letta e ricordata come saprà esser letta e ricordata.”

(Le variazioni Reinach, pagine 340-341)

“Non c’è commozione né deriva fantastica, in questo percorso accurato e realistico di Treinachuena, che ha offerto un’immagine abbastanza rara dell’Olocausto percorrendo un’epoca attraverso alcuni personaggi privilegiati, quasi estranei alla vita comune. E forse per questo il contrasto tra ricchezza e orrore risulta più netto, perché solo nell’orrore l’uomo ritrova le sue radici: «Bisogna provare tutto: essere i primi e gli ultimi», dice Léon Reinach da Drancy. In questo viaggio lento e meticoloso verso la fine, senza concessioni narrative defatiganti, Tuena ha costruito dolorosamente un libro essenziale e nobile, che merita rispetto perché aggiunge – in qualche modo – un nuovo tassello al mosaico mai terminato delle testimonianze sull’Olocausto. La sue «variazioni» agganciano la ricerca intellettuale dell’epoca di Proust e la portano lentamente nell’estrema disperazione, dove il tempo è veramente perduto”.

Sergio Pent, TTL-LaStampa

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