PRESENTAZIONI

Sabato 7 ottobre, alle 19.30, presentiamo Peliti’s Vermut

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Domani sera, alle 19.30, ospiteremo una storia particolare, esotica, figlia di un tempo in cui un avventuriero italiano entrò in un racconto di Kipling.
Chi era Federico Peliti, e come riuscì ad arrivare alla corte di Edoardo VII? Che gusto ha il suo Vermut, e perché ne parleremo tra scaffali ricolmi di libri?
Vi inviatiamo ad assaggiare il Peliti’s Vermut:
– domani, sabato 7 ottobre;

– 19.30

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Dermot Bolger alla Luxemburg – lunedì 27 marzo alle 18.00

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Abbiamo il piacere di annunciare un incontro con il grande scrittore irlandese Dermot Bolger. Verranno letti passi scelti delle sue opere e l’autore converserà in lingua inglese con i suoi lettori.

Lunedì 27 marzo 
dalle 18.00

Interverrà Irene De Angelis

Bolger-240x320Dermot Bolger

È nato aFinglas, periferia operaia a nord di Dublino, il northside, nel 1959. Dermot Bolger è uno degli autori irlandesi contemporanei più amati in Irlanda. Autore di numerosi testi teatrali e diverse raccolte di poesie, ha scritto nove romanzi, tra cui Verso casa, tradotto da Fazi nel 1997 e acclamato come “il più bel romanzo su Dublino dai tempi di Joyce”. È curatore di diverse antologie di autori irlandesi tra cui The Picador Book of Modern Irish Fiction e Finbar’s hotel (in cui compaiono anche le firme di Hamilton e Tóibín); dopo aver fondato e diretto la Raven Arts Press, è ora editor, nonché co-fondatore della casa editrice New Island Publishers. Per scrivere Figli del passato, Bolger si è basato sui lunghi racconti di Sheila Fitzgerald, la Eva del libro, una donna straordinaria che ha influenzato e ispirato la vita e l’opera di innumerevoli amici e artisti. «Ho conosciuto Sheila nel 1977, nella sua roulotte, avevo diciotto anni, lei settantatré: mi ha insegnato a credere nei miei sogni».

 

 

Charles D’Ambrosio alla Luxemburg – giovedì 30 marzo alle 12.00

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Siamo felici di annunciare un incontro con Charles D’Ambrosio, straordinario autore di shorts, saggi e racconti, edito in Italia da minimum fax.
Una breve selezione di recensioni uscite sull’opera di D’Ambrosio: CHARLES D’ambrosio alla Luxemburg1.

CHARLES D’AMBROSIO
incontra i suoi lettori

giovedì 30 marzo
ore 12

 

Davide Schiffer alla Luxemburg – venerdì 10 febbraio alle 18

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Venerdì 10 febbraio

dalle 18

Il genio indagatore Davide Schiffer, partendo dagli studi più aggiornati, prova a rispondere a quesiti in apparenza semplici: Cos’è la memoria? Come spiegarla e studiarla? Tra neurofisiologia e fenomenologia, sempre accompagnato dalla curiosità, l’autore ragiona, illustra, dà il via a un flusso di coscienza che coinvolge natura, esperienze personali, ricordi e leggende e che conduce il lettore a riflessioni profonde e innovative, a verità sconcertanti ma non assolute. Ciò che conosciamo e sperimentiamo, le teorie e le spiegazioni, infatti, sono validi esclusivamente qui e ora. Se tutto scorre e non scenderemo mai due volte nello stesso fiume, forse solo il presente, pur nella sua essenza effimera, è davvero eterno ed esercita sul passato (e sul futuro) un’influenza che non avremmo mai immaginato.

Davide Schiffer è laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Clinica delle Malattie Nervose e Mentali. È stato Direttore della Clinica Neurologica II e del Dipartimento di Neuroscienze, nonché della Scuola di Specializzazione in Neurologia, presso l’Università di Torino. Ha trascorso soggiorni di studio in Germania, Belgio, Svezia e USA. La sua attività scientifica si è svolta prevalentemente in campo neurologico e neuropatologico, con particolare riferimento alle malattie neurodegenerative e ai tumori cerebrali. Attualmente è Professore Emerito di Neurologia dell’Università di Torino e dirige il Centro Ricerche di Neuro-Bio-Oncologia della Fondazione Policlinico di Monza a Vercelli. Ha pubblicato oltre 500 lavori scientifici su riviste internazionali e una decina fra libri e trattati. È membro di svariate società nazionali di Neuropatologia ed è nell’editorial board di numerose riviste internazionali. Per Golem Edizioni ha pubblicato Il crepuscolo degli idoli e Memoria e oblio.

Han Kang alla Libreria Luxemburg – martedì 25 ottobre alle 16.30

Siamo felici di annunciare un firmacopie con l’autrice Han Kang, edita da Adelphi con un romanzo straordinario, La vegetariana.

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Martedì 25 ottobre
ore 16,30

«Ho fatto un sogno» dice Yeong-hye, e da quel sogno di sangue e di boschi scuri nasce il suo rifiuto radicale di mangiare, cucinare e servire carne, che la famiglia accoglie dapprima con costernazione e poi con fastidio e rabbia crescenti. È il primo stadio di un distacco in tre atti, un percorso di trascendenza distruttiva che infetta anche coloro che sono vicini alla protagonista, e dalle convenzioni si allarga al desiderio, per abbracciare infine l’ideale di un’estatica dissoluzione nell’indifferenza vegetale. La scrittura cristallina di Han Kang esplora la conturbante bellezza delle forme di rinuncia più estreme, accompagnando il lettore fra i crepacci che si aprono nell’ordinario quando si inceppa il principio di realtà – proprio come avviene nei sogni più pericolosi.

 

Stefano Trinchero alla Luxemburg – venerdì 27 maggio alle 18.30

Venerdì 27 maggio, alle 18.30
La copia infedele di Stefano Trinchero
l’autore in conversazione con Marco Lupo

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Un drammatico incidente d’auto riduce in coma Gonzalo Malagutti, giocatore della Lungodoriana, terza squadra di calcio di Torino. La storia approda sulla scrivania di Guido Riberto, navigato giornalista sportivo, che è costretto a indagare sull’accaduto come un «cronista di nera» alle prime armi. Riberto scopre che dietro l’incidente del centravanti argentino si nascondono loschi traffici a danno di una compagnia assicurativa. Ma la truffa è solo la punta di un iceberg di decadenza e corruzione ramificato nella buona società torinese. Riberto, affiancato da comprimari d’eccezione, porta alla luce inediti intrecci criminali, tra suspense e colpi di scena. Pasquotto, l’ermetico collega; Dominici, tetragono ispettore-liquidatore; Fasano, impiegato senza scrupoli; il vicecomandante Galante, caricaturale esponente delle forze dell’ordine; Lidia, fragile giudice di pace che si vende per amore; Alessio, giovane perito rampante; Isabelle, inconsapevole eroina romantica; e Diego, vittima sacrificale di giorni rinnegati. Sono questi i caratteri di unacomédie humaine che vira inesorabilmente verso l’oscurità. Nella sua opera d’esordio Stefano Trinchero, con stile sobrio e divertito, mostra il lato peggiore di una classe borghese in disfacimento che, abbandonata ogni purezza, combatte per la disperata difesa di illusori privilegi di casta, decretando così la propria rovina.

Giorgio Scianca e Steve Della Casa alla Luxemburg – sabato 21 novembre alle 12

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Quando cinema e architettura si incontrano nasce un libro che mostra il legame indissolubile tra gli edifici, i personaggi che li popolano e i professionisti che li progettano. Una raccolta di 1523 film, divisa in decenni, dal muto ad oggi. 12 capitoli, con tantissime storie, film famosi ma anche nuove scoperte che gli interlocutori internazionali hanno suggerito agli autori. Il primo secolo di vita dell’architetto moderno nella storia della cinematografia raccontato da Giorgio Scianca con l’ironia disincantata del cinefilo e la precisione enciclopedica dell’architetto.

IL PRIMO LIBRO CHE RACCOGLIE TUTTI I FILM CON UN ARCHITETTO PROTAGONISTA.DAL 1901 AI NOSTRI GIORNI. DA TUTTI I PAESI DEL MONDO. FILM DA CONOSCERE, VEDERE, POSSEDERE.
«Mettere insieme le due passioni, cinema e architettura, è stato stimolante. Ho sempre pensato che le storie degli edifici e quelle dei personaggi che vivevano al loro interno fossero una cosa sola. Che le città non fossero altro che magnifici scenari dove vivere le proprie vite. Come può succedere a ogni architetto mi sono sentito attore (comparsa, protagonista, antagonista), scenografo, sceneggiatore e qualche volta regista». Giorgio Scianca

effe #3 alla Luxemburg – mercoledì 28 ottobre alle 18

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effe – Periodico di Altre Narratività arriva finalmente a Torino. Mercoledì 28 ottobre, alle ore 18, alla Libreria Luxemburg, si parlerà di narrativa inedita, di racconti e di illustrazioni, di distopie e di scrittura al femminile.

All’interno della libreria più antica della città, in compagnia di Dario De Cristofaro, ideatore del progetto, Alessandra Minervini e Marco Lazzarotto, autori rispettivamente di Cosa c’è di nuovo, Gina? (effe #3) e di «Adotta una telecamera di sorveglianza!» (effe #1). Ne parleranno con Marco Peano, autore de L’invenzione della madre, edito da minimum fax.

Per maggiori informazioni su effe – Periodico di Altre Narratività qui:http://www.flaneri.com/category/articoli/effe/
e pure qui:
http://www.42linee.it/category/effe/

Matteo Pericoli alla Luxemburg – mercoledì 17 giugno, alle 19

Matteo Pericoli, collaboratore dei più prestigiosi periodici in Italia e nei paesi anglosassoni (dal «New York Times» alla «Stampa»), lo ha domandato a 50 scrittori di tutto il mondo, dopo avere ritratto il paesaggio che essi vedono dalle loro finestre. Mercoledì 17 giugno, ore 19. Brindisi e firma copie.

Che cosa vedono gli scrittori quando lavorano? Quale paesaggio li accompagna durante la scrittura? E come questo paesaggio quotidiano influenza la loro scrittura? Matteo Pericoli, collaboratore dei più prestigiosi periodici in Italia e nei paesi anglosassoni (dal «New York Times» alla «Stampa»), lo ha domandato a 50 scrittori di tutto il mondo, dopo avere ritratto il paesaggio che essi vedono dalle loro finestre.
Mercoledì 17 giugno, ore 19. Brindisi e firma copie.

Dal Sudafrica di Nadine Gordimer all’India di Rana Dasgupta, dalla Istanbul di Orhan Pamuk alla Milano di Tim Parks: 50 profondi e illuminanti sguardi sul rapporto tra interiorità e visione, per ricordarci che ciò che guardiamo anche distrattamente ogni giorno è strettamente intrecciato alla nostra coscienza e alla nostra immaginazione.

«Sono trascorsi dieci anni dal giorno in cui mi sono fermato di fronte alla mia finestra nell’Upper West Side e ho notato qualcosa. Ho provato qualcosa: un insopprimibile desiderio di portare via con me quella vista. Erano sette anni che, giorno dopo giorno, guardavo fuori dalla finestra assimilando quella particolare composizione degli edifici, e adesso io e mia mo- glie stavamo per traslocare. Senza che me ne fossi reso conto, quella vista era diventata l’immagine più familiare della città. Era diventata mia. E non l’avrei mai più vista.»

Il giovane architetto e disegnatore Matteo Pericoli, collaboratore dei più prestigiosi periodici in Italia e nei paesi anglosassoni (dal «New York Times» alla «Stampa»), lo ha domandato a cinquanta famosissimi scrittori di tutto il mondo e raccogliendone le singole testimonianze, ha realizzando attraverso il disegno la loro personale “vista dalla finestra”. Ne è nato il libro Finestre sul mondo. 50 scrittori, 50 vedute, pubblicato con grande successo lo scorso anno negli Stati Uniti e ora in prima edizione italiana per la casa editrice EDT, dal 14 maggio in libreria.
Dalle cupole della Istanbul di Orhan Pamuk alla cangiante New Delhi di Rana Dasgupta, dal patio sudafricano di Nadine Gordimer al giardino milanese di Tim Parks, 50 sguardi sul rapporto tra interiorità e visione.
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L’AUTORE
Matteo Pericoli è nato a Milano dove si è laureato alla Facoltà di Architettura del Politecnico. Dal 1995 al 2008 ha vissuto a New York, lavorando come architetto, disegnatore e insegnante, e collaborando con lo studio Richard Meier & Partners. Suoi lavori sono stati pubblicati con regolarità su alcuni dei più prestigiosi periodici americani e internazionali, dal «New York Times» al «Paris Review Daily», dall’«Observer» a «La Stampa». Ha pubblicato numerosi volumi fra cui Manhattan Unfurled (Random House 2001), The City Out My Window: 63 Views on New York (Simon & Schuster 2009) e London Unfurled (Picador 2011). È autore di diversi libri illustrati per ragazzi. Da alcuni anni vive con sua moglie e la loro figlia a Torino dove ha creato il Laboratorio di Architettura Letteraria.

Aldo Pera alla Libreria Luxemburg – giovedì 21 maggio alle 18

aldo peraAldo Pera presenta il suo romanzo alla Libreria Luxemburg, giovedì 21 maggio alle 18.

Pittata d’argento è un racconto romanzato sulla Sicilia degli anni ’60 vista con gli occhi di due ragazzi di quattordici anni.
Una storia delicata di amicizia, di rievocazioni di profumi e sapori dai risvolti talora tragici e inaspettati. Nello sfondo il mare di Selinunte, la luce della luna e l’ombra della mafia.

Aldo Pera è nato in Sicilia e ha vissuto a Torino dove si è laureato in Lettere e Filosofia. A tutt’oggi vive e lavora a Selinunte. Pittata d’Argento è il suo romanzo di esordio.

Fulvio Abbate alla Luxemburg – venerdì 8 maggio alle 19

roma

Venerdì 8 maggio alle 19, avremo il piacere di ospitare Fulvio Abbate con il suo ultimo libro, “ROMA VISTA CONTROVENTO”, edito da Bompiani.

Interviene l’autore in dialogo con Alessandra Morra
ALLESTIMENTO A CURA DI IN DONNE VERITAS
OPERE DI MARIO SCHIFANO

Dal’articolo di Marco Lodoli uscito su Repubblica il 4 aprile 2015.

“Già il titolo del libro di Fulvio Abbate, “Roma vista controvento”, suggerisce che nella nostra città c’è un pelo e un contropelo, una gatta che si fa lisciare sul divano e un un’altra randagia che si muove nell’imprevedibilità, c’è un vento sciroccoso che incolla pensieri e cose in una mediocrità colpevole, e un altro vento, mosso dalla vita di tanta gente che prende le strade dal senso opposto e crea disordine, vitalità, intelligenza. Fulvio Abbate si muove tra questi due mondi, uno che tende alla solidità immobile e rassicurante e un altro più piccolo e segreto, dove si rischia e ci si diverte mille volte di più. Abbate ha esaminato questi due universi a volte mescolati nelle stesse piazze e nelle stesse strade, eppure profondamente diversi, li ha indagati con l’occhio lucido del semiologo e del collezionista di impressioni, ha detestato il primo e amato follemente il secondo, ha tirato mazzate tremende sul conformismo romano e ha lanciato mazzi di fiori a chi ha camminato controvento, senza paura. Il suo libro ci ricorda che esiste una Roma attratta inesorabilmente dai privilegi e dalle protezioni, è la Roma fascista, clericale, borghese, la Roma che arraffa, imbroglia, schiaccia, dove quelli che contano si conoscono e si proteggono, spesso è persino la Roma intellettuale dei salotti di sinistra, dove la cultura è il biglietto da esibire per un posto comodo, una tartina al caviale, una raccomandazione. È la Roma che tende a stringersi intorno a codici affermati, a compattarsi, a pietrificarsi nei suoi stanchi rituali.”

STORIE DELLA MIA MATITA – Tullio Pericoli al Circolo dei lettori

STORIE DELLA MIA MATITA

Martedì 28 aprile ore 18
Circolo dei lettori
Torino

Tullio Pericoli al Circolo dei lettori

presentazione del libro di e con

Tullio Pericoli

edito da Henry Beyle

con Vincenzo Campo, editore Henry Beyle,
Stefano Salis, giornalista cultura “la Domenica del Sole 24Ore”
e Matteo Codignola, editor Adeplhi

Nell’universo visivo di Pericoli, la linea diventa,
con il tempo, musica, e pittura.
Il cofanetto, in copie numerate,
dimostra come a guidare il
suo sguardo non sia soltanto l’occhio.

Al termine, firmacopia.

Non scrivere di me – Livia Manera Sambuy alla Libreria Luxemburg

Non scrivere di me

Livia Manera Sambuy

Feltrinelli

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Martedì 21 aprile

ore 17

Ti proibisco di scrivere di me, intima Philip Roth. Per Livia Manera dovrebbe suonare come un divieto, ma è di fatto un’istigazione ad abbattere la barriera che divide l’intesa umana e l’invenzione letteraria, è uno stimolo ad attivare la memoria di sé e la memoria lasciata dalle tante letture. La giornalista racconta storie di incontri con i “suoi” scrittori americani, storie di complicità, amicizia, consuetudine, amore. Racconta la New York degli intellettuali che vi sono rimasti, la Parigi di quelli che se ne sono andati, i colori del Maine e il respiro del Midwest, Philip Roth, Richard Ford, Paula Fox, Judith Thurman, David Foster Wallace, Joseph Mitchell, Mavis Gallant, James Purdy, ma anche, in controluce, quelle di Carver, Richler e Blixen. Sono fi€gure illuminate dalla fama e €figure che la fama ha abbandonato, costruttori di saggezza e demolitori di luoghi comuni, anime che Livia Manera sorprende sempre in un gesto signi€cativo, in una con€denza appassionata, o addirittura nella maestà del silenzio.

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L’autrice

Livia Manera Sambuy è una giornalista letteraria che scrive sul “Corriere della Sera”. Ha realizzato due film documentari su Philip Roth. Ha vissuto tra Milano e New York, ora vive tra Parigi e la Toscana. Philip Roth. Una storia americana è stato pubblicato da Feltrinelli nella collana di dvd “Real cinema” nel 2013.

Margherita Giacobino alla Libreria Luxemburg – sabato 28 marzo ore 12

Copertina del libroSabato 28 marzo, alle 12, presenteremo “RITRATTO DI FAMIGLIA CON BAMBINA GRASSA” di Margherita Giacobino, appena edito da Mondadori. Interverrà Consolata Lanza.

C’è Maria, la madre amatissima, astro nel cielo dell’infanzia, e il padre Gilin, l’uomo di vento; c’è Michin, la caustica e brillante prozia zitella, mai conosciuta ma vicina come una gemella d’anima; e poi Polonia, la zia ostetrica dolce e gaudente… Ma soprattutto c’è magna Ninin, la zia con cui Margherita è cresciuta, brusca e brontolona, sempre presente e insostituibile, «l’origine e l’archetipo. Ninin l’instancabile, Mulier Fabricans». Sì, perché Margherita Giacobino, classe 1952, è cresciuta in una famiglia di donne, e sente più che mai vive le proprie radici silenziose e forti. Il sangue che le scorre nelle vene è denso di storia e di storie che solo la scrittura può salvare: «Si dice che offrire cibo ai morti serva a placarli, perché non tornino a disturbare i vivi. Ma a me piacerebbe che tornassero, non sarebbe affatto un disturbo; e scrivendo ho cercato di persuaderli a venirmi a trovare». Nel ripercorrere le ramificazioni della propria famiglia, attraversa oltre un secolo di storia italiana: dalle campagne del Canavese alla fine dell’Ottocento alla Germania in cui il padre viene fatto prigioniero durante la Seconda guerra, dal boom economico fino a oggi. Dall’arcaica e implacabile gerarchia degli avi, con le storie raccontate nella stalla mentre i bambini aiutano a cardare la lana, alla felice convivenza delle magne, che negli anni Venti scelgono il lavoro in fabbrica liberandosi dall’oppressione della famiglia d’origine. Dalla incredibile vicenda di una bimba che da sola attraversa l’oceano fino al negozio di alimentari di cui la madre dell’autrice è signora incontrastata e si conquista giorno dopo giorno l’indipendenza e la libertà. Giacobino attinge al pozzo prezioso del dialetto, suggello dell’appartenenza a un mondo, lingua madre: la sola capace di evocare e tenere vivo in noi «un tempo prima del ricordo», di far emergere «minuscoli frammenti fossili nella materia opaca del passato». E con questi frammenti di memoria costruisce un grande romanzo sull’identità e sull’amore. Seguendo le tracce della propria infanzia con l’attenzione e la cura di un archeologo, interroga i suoi familiari, li racconta, ridà loro vita con afflato lirico e acume antropologico, con una scrittura magistrale, con nostalgia e ironia. Con infinito affetto. Perché solo tramite chi ci ha preceduto possiamo arrivare a conoscerci davvero.

Margherita Giacobino vive a Torino, è scrittrice, saggista e traduttrice. Ha tradotto, tra gli altri, Emily Brontë, Gustave Flaubert, Margaret Atwood, Dorothy Allison, Audre Lorde. Il suo primo libro, Un’americana a Parigi (Baldini e Castoldi), è uscito nel 1993 con l’eteronimo di Elinor Rigby; il romanzo più recente è L’uovo fuori dal cavagno (Elliot, 2010). Collabora alla rivista satirica online ‘Aspirina’. Ritratto di famiglia con bambina grassa è in corso di pubblicazione in Francia per l’editore Stock e in Germania per Kunstmann.

Ferdinando Scianna al Circolo dei lettori – lunedì 2 marzo alle 21

La Libreria Luxemburg è lieta di presentare:

Lettori
di Ferdinando Scianna
Edizioni Henry Beyle

lettori

Euro 50,00 – pp. 92 – 575 copie numerate – carta Tatami Ivory
caratteri Garamond monotype corpo 11
Sovracopertina carta Lana – formato cm 12,50 x 18,50

Circolo dei lettori
Palazzo Graneri della Roccia
Scala A
Via Bogino 9, Torino

2 marzo 2015
ore 21

Intervengono Ferdinando Scianna
e Vincenzo Campo delle Henry Beyle

LECCE1990

Un percorso tipografico che ha visto dapprima la stampa delle fotografie in tricromia e
successivamente ogni singolo testo composto in monotype e impresso con una
macchina piano cilindrica.
In un succedersi di luoghi tra loro lontani – la Bolivia e il Mali, Racalmuto e Milano – un
panorama di figure diverse per età si accosta ad un testo stampato: scruta abbecedari,
fumetti, giornali, libri sacri, e naturalmente romanzi. Quel momento, uno tra i tanti della
loro vita, diventa così l’immagine che più ci è cara: quella dell’essere umano che legge.

Leonardo Sciascia, Racalmuto 1982  è stampata  da Ferdinando Scianna  su carta di cotone William Turner Hahnemühle inchiostro ai pigmenti di carbone  allegata al volume Lettori in 22 copie firmate    formato cm 26 per 20

Leonardo Sciascia, Racalmuto

Scarica l’invito in pdf.

Ferdinando Scianna al Circolo dei lettori

Mercoledì 17 dicembre alle 19, Elena Ferro presenta Così passano le nuvole

COSì PASSANO LE NUVOLELa Libreria Luxemburg è lieta di ospitare Elena Ferro e il suo romanzo Così passano le nuvole, edito da Effedì edizioni. Interverrà Roberto Barbieri.

Luce è bella e intelligente, ai vertici di una grande multinazionale che a Torino gestisce i servizi idrici dell’area metropolitana. E’ sulla cresta dell’onda.
Se non fosse per quelle piccole difficoltà nelle relazioni con gli uomini, si potrebbe dire che la sua vita sia perfetta. E invece no.
Quando l’amore (e la politica, suo malgrado) irrompono nella sua vita è costretta a procedere, a testa bassa, verso una meta che non riconosce più.
Sarà il dolore che investe la sua famiglia e lei stessa che, invece di travolgerla, le darà la forza e il coraggio per cambiare direzione e cominciare a vivere, davvero, la sua vita.
Luce appartiene a una generazione che non si identifica più nei modelli esistenziali del passato ma non ha costruito un’alternativa. In questo transito così complicato, fatto di emozioni, tradimenti e smarrimenti, l’unica soluzione per Luce è essere fedele a se stessa.

Matteo Pericoli presenta “Windows on the World: Fifty Writers, Fifty Views”

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Un paesaggio umano che regola la luce attraverso l’iride e restituisce la meraviglia dello sguardo, la trasparenza delle linee, l’architettura come storia personale e storia collettiva.
Matteo Pericoli riscrive, disegnandoli, cinquanta paesaggi visti da cinquanta scrittori, cinquanta finestre che si affacciano su città di vetro e acciaio, su giardini inglesi, su rovine e forme che disegnano la vita quotidiana dell’occhio, dello spazio e della sua interpretazione.

Orhan Pamuk a Istanbul, Daniel Kehlmann a Berlino, Chimamanda Ngozi Adichie a Lagos, John Jeremiah Sullivan a Wilmington in North Carolina, Nadine Gordimer a Johannesburg, Xi Chuan a Beijing.
Negli ultimi anni Matteo Pericoli ha trasformato le camere con vista di scrittrici e scrittori in opere dal respiro universale, e le tavole di questi sguardi celebri sono state pubblicate sul New York Times e sul Paris Review.
Da oggi Penguin Press le ha raccolte in un volume, Windows on the World: Fifty Writers, Fifty Views.

La Libreria Luxemburg, Penguin Press e 515 Creative Shop sono lieti di annunciare che sabato 8 novembre, dalle 19, Matteo Pericoli presenterà ai lettori la sua idea di finestra sul mondo, e lo farà al 515 Creative Shop in via Mazzini 40.

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Matteo Pericoli è nato a Milano e si è laureato alla Scuola di Architettura del Politecnico. Si è trasferito a New York nel 1995, dove ha lavorato come architetto, illustratore, autore, giornalista e insegnante. Ora vive con sua moglie e sua figlia a Torino, dove tiene il suo laboratorio di Architettura Letteraria.

La locandina.

Shin dong-Hyuk alla Libreria Luxemburg, venerdì 26 settembre alle 17,30

campo14Shin viveva con la madre nel miglior alloggiamento per prigionieri che il Campo 14 avesse da offrire: un “villaggio modesto” vicino a un frutteto e proprio di fronte al campo in cui un giorno lei sarebbe stata impiccata. Ognuno dei quaranta edifici a un piano del villaggio ospitava quattro famiglie. Lui e la madre dormivano fianco a fianco sul pavimento di cemento di una stanza, mentre la cucina, illuminata da un’unica lampadina penzolante, era in condivisione con le altre famiglie. L’elettricità era disponibile per due ore al giorno, dalle quatto alle cinque del mattino e dalle dieci alle undici di sera.

Guardare fuori dalle finestre, coperte da un’opaca resina grigia, era impossibile.

fugaVenerdì 26 settembre, l’ex prigioniero nordcoreano Shin dong-Hyuk, presenterà Fuga dal Campo 14, traduzione di Ilaria Oddenino, edito da Codice edizioni, scritto da Blaine Harden, scrittore e giornalista americano. Alle 17,30, in Luxemburg, avremo l’onore di conoscere Shin dong-Hyuk e di ascoltare un frammento della sua terribile storia.

Alle 18,30 il libro verrà presentato al Teatro Carignano da Mario Calabresi.

Scheda del libro

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