Libreria Luxemburg

Han Kang alla Libreria Luxemburg – martedì 25 ottobre alle 16.30

Siamo felici di annunciare un firmacopie con l’autrice Han Kang, edita da Adelphi con un romanzo straordinario, La vegetariana.

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Martedì 25 ottobre
ore 16,30

«Ho fatto un sogno» dice Yeong-hye, e da quel sogno di sangue e di boschi scuri nasce il suo rifiuto radicale di mangiare, cucinare e servire carne, che la famiglia accoglie dapprima con costernazione e poi con fastidio e rabbia crescenti. È il primo stadio di un distacco in tre atti, un percorso di trascendenza distruttiva che infetta anche coloro che sono vicini alla protagonista, e dalle convenzioni si allarga al desiderio, per abbracciare infine l’ideale di un’estatica dissoluzione nell’indifferenza vegetale. La scrittura cristallina di Han Kang esplora la conturbante bellezza delle forme di rinuncia più estreme, accompagnando il lettore fra i crepacci che si aprono nell’ordinario quando si inceppa il principio di realtà – proprio come avviene nei sogni più pericolosi.

 

Tommaso Pincio alla Luxemburg – mercoledì 16 settembre alle 18

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TOMMASO PINCIO Panorama

Ottavio Tondi non ha mai incontrato Ligeia Tissot. Si sono scritti messaggi per quattro anni sul social network Panorama, l’ha vista in foto e ha passato un’infinità di ore a guardare il suo letto disfatto. Prima di quei messaggi, Ottavio Tondi non aveva mai scritto nulla, non una parola né un appunto. Il suo lavoro e la sua vita erano dedicati alla lettura. Ma non era un lettore qualunque. Era il lettore, colui che aveva determinato la pubblicazione del più grande best seller di tutti i tempi, e che da allora decideva delle fortune dei romanzi in libreria. Ma tutto questo succedeva prima, prima dell’incidente di ponte Sisto, prima che il mondo smettesse di leggere i libri, prima che Ligeia Tissot entrasse nella vita di Ottavio Tondi.

Questo libro è per chi, almeno una volta nella vita, si è innamorato di una donna senza averla mai incontrata, per chi parla con i personaggi dei libri e prima di uscire di casa se ne infila uno in tasca e inizia a camminare senza meta.

L’AUTORE:

Matteo Pericoli alla Luxemburg – mercoledì 17 giugno, alle 19

Matteo Pericoli, collaboratore dei più prestigiosi periodici in Italia e nei paesi anglosassoni (dal «New York Times» alla «Stampa»), lo ha domandato a 50 scrittori di tutto il mondo, dopo avere ritratto il paesaggio che essi vedono dalle loro finestre. Mercoledì 17 giugno, ore 19. Brindisi e firma copie.

Che cosa vedono gli scrittori quando lavorano? Quale paesaggio li accompagna durante la scrittura? E come questo paesaggio quotidiano influenza la loro scrittura? Matteo Pericoli, collaboratore dei più prestigiosi periodici in Italia e nei paesi anglosassoni (dal «New York Times» alla «Stampa»), lo ha domandato a 50 scrittori di tutto il mondo, dopo avere ritratto il paesaggio che essi vedono dalle loro finestre.
Mercoledì 17 giugno, ore 19. Brindisi e firma copie.

Dal Sudafrica di Nadine Gordimer all’India di Rana Dasgupta, dalla Istanbul di Orhan Pamuk alla Milano di Tim Parks: 50 profondi e illuminanti sguardi sul rapporto tra interiorità e visione, per ricordarci che ciò che guardiamo anche distrattamente ogni giorno è strettamente intrecciato alla nostra coscienza e alla nostra immaginazione.

«Sono trascorsi dieci anni dal giorno in cui mi sono fermato di fronte alla mia finestra nell’Upper West Side e ho notato qualcosa. Ho provato qualcosa: un insopprimibile desiderio di portare via con me quella vista. Erano sette anni che, giorno dopo giorno, guardavo fuori dalla finestra assimilando quella particolare composizione degli edifici, e adesso io e mia mo- glie stavamo per traslocare. Senza che me ne fossi reso conto, quella vista era diventata l’immagine più familiare della città. Era diventata mia. E non l’avrei mai più vista.»

Il giovane architetto e disegnatore Matteo Pericoli, collaboratore dei più prestigiosi periodici in Italia e nei paesi anglosassoni (dal «New York Times» alla «Stampa»), lo ha domandato a cinquanta famosissimi scrittori di tutto il mondo e raccogliendone le singole testimonianze, ha realizzando attraverso il disegno la loro personale “vista dalla finestra”. Ne è nato il libro Finestre sul mondo. 50 scrittori, 50 vedute, pubblicato con grande successo lo scorso anno negli Stati Uniti e ora in prima edizione italiana per la casa editrice EDT, dal 14 maggio in libreria.
Dalle cupole della Istanbul di Orhan Pamuk alla cangiante New Delhi di Rana Dasgupta, dal patio sudafricano di Nadine Gordimer al giardino milanese di Tim Parks, 50 sguardi sul rapporto tra interiorità e visione.
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L’AUTORE
Matteo Pericoli è nato a Milano dove si è laureato alla Facoltà di Architettura del Politecnico. Dal 1995 al 2008 ha vissuto a New York, lavorando come architetto, disegnatore e insegnante, e collaborando con lo studio Richard Meier & Partners. Suoi lavori sono stati pubblicati con regolarità su alcuni dei più prestigiosi periodici americani e internazionali, dal «New York Times» al «Paris Review Daily», dall’«Observer» a «La Stampa». Ha pubblicato numerosi volumi fra cui Manhattan Unfurled (Random House 2001), The City Out My Window: 63 Views on New York (Simon & Schuster 2009) e London Unfurled (Picador 2011). È autore di diversi libri illustrati per ragazzi. Da alcuni anni vive con sua moglie e la loro figlia a Torino dove ha creato il Laboratorio di Architettura Letteraria.

STORIE DELLA MIA MATITA – Tullio Pericoli al Circolo dei lettori

STORIE DELLA MIA MATITA

Martedì 28 aprile ore 18
Circolo dei lettori
Torino

Tullio Pericoli al Circolo dei lettori

presentazione del libro di e con

Tullio Pericoli

edito da Henry Beyle

con Vincenzo Campo, editore Henry Beyle,
Stefano Salis, giornalista cultura “la Domenica del Sole 24Ore”
e Matteo Codignola, editor Adeplhi

Nell’universo visivo di Pericoli, la linea diventa,
con il tempo, musica, e pittura.
Il cofanetto, in copie numerate,
dimostra come a guidare il
suo sguardo non sia soltanto l’occhio.

Al termine, firmacopia.

Margherita Giacobino alla Libreria Luxemburg – sabato 28 marzo ore 12

Copertina del libroSabato 28 marzo, alle 12, presenteremo “RITRATTO DI FAMIGLIA CON BAMBINA GRASSA” di Margherita Giacobino, appena edito da Mondadori. Interverrà Consolata Lanza.

C’è Maria, la madre amatissima, astro nel cielo dell’infanzia, e il padre Gilin, l’uomo di vento; c’è Michin, la caustica e brillante prozia zitella, mai conosciuta ma vicina come una gemella d’anima; e poi Polonia, la zia ostetrica dolce e gaudente… Ma soprattutto c’è magna Ninin, la zia con cui Margherita è cresciuta, brusca e brontolona, sempre presente e insostituibile, «l’origine e l’archetipo. Ninin l’instancabile, Mulier Fabricans». Sì, perché Margherita Giacobino, classe 1952, è cresciuta in una famiglia di donne, e sente più che mai vive le proprie radici silenziose e forti. Il sangue che le scorre nelle vene è denso di storia e di storie che solo la scrittura può salvare: «Si dice che offrire cibo ai morti serva a placarli, perché non tornino a disturbare i vivi. Ma a me piacerebbe che tornassero, non sarebbe affatto un disturbo; e scrivendo ho cercato di persuaderli a venirmi a trovare». Nel ripercorrere le ramificazioni della propria famiglia, attraversa oltre un secolo di storia italiana: dalle campagne del Canavese alla fine dell’Ottocento alla Germania in cui il padre viene fatto prigioniero durante la Seconda guerra, dal boom economico fino a oggi. Dall’arcaica e implacabile gerarchia degli avi, con le storie raccontate nella stalla mentre i bambini aiutano a cardare la lana, alla felice convivenza delle magne, che negli anni Venti scelgono il lavoro in fabbrica liberandosi dall’oppressione della famiglia d’origine. Dalla incredibile vicenda di una bimba che da sola attraversa l’oceano fino al negozio di alimentari di cui la madre dell’autrice è signora incontrastata e si conquista giorno dopo giorno l’indipendenza e la libertà. Giacobino attinge al pozzo prezioso del dialetto, suggello dell’appartenenza a un mondo, lingua madre: la sola capace di evocare e tenere vivo in noi «un tempo prima del ricordo», di far emergere «minuscoli frammenti fossili nella materia opaca del passato». E con questi frammenti di memoria costruisce un grande romanzo sull’identità e sull’amore. Seguendo le tracce della propria infanzia con l’attenzione e la cura di un archeologo, interroga i suoi familiari, li racconta, ridà loro vita con afflato lirico e acume antropologico, con una scrittura magistrale, con nostalgia e ironia. Con infinito affetto. Perché solo tramite chi ci ha preceduto possiamo arrivare a conoscerci davvero.

Margherita Giacobino vive a Torino, è scrittrice, saggista e traduttrice. Ha tradotto, tra gli altri, Emily Brontë, Gustave Flaubert, Margaret Atwood, Dorothy Allison, Audre Lorde. Il suo primo libro, Un’americana a Parigi (Baldini e Castoldi), è uscito nel 1993 con l’eteronimo di Elinor Rigby; il romanzo più recente è L’uovo fuori dal cavagno (Elliot, 2010). Collabora alla rivista satirica online ‘Aspirina’. Ritratto di famiglia con bambina grassa è in corso di pubblicazione in Francia per l’editore Stock e in Germania per Kunstmann.

Ferdinando Scianna al Circolo dei lettori – lunedì 2 marzo alle 21

La Libreria Luxemburg è lieta di presentare:

Lettori
di Ferdinando Scianna
Edizioni Henry Beyle

lettori

Euro 50,00 – pp. 92 – 575 copie numerate – carta Tatami Ivory
caratteri Garamond monotype corpo 11
Sovracopertina carta Lana – formato cm 12,50 x 18,50

Circolo dei lettori
Palazzo Graneri della Roccia
Scala A
Via Bogino 9, Torino

2 marzo 2015
ore 21

Intervengono Ferdinando Scianna
e Vincenzo Campo delle Henry Beyle

LECCE1990

Un percorso tipografico che ha visto dapprima la stampa delle fotografie in tricromia e
successivamente ogni singolo testo composto in monotype e impresso con una
macchina piano cilindrica.
In un succedersi di luoghi tra loro lontani – la Bolivia e il Mali, Racalmuto e Milano – un
panorama di figure diverse per età si accosta ad un testo stampato: scruta abbecedari,
fumetti, giornali, libri sacri, e naturalmente romanzi. Quel momento, uno tra i tanti della
loro vita, diventa così l’immagine che più ci è cara: quella dell’essere umano che legge.

Leonardo Sciascia, Racalmuto 1982  è stampata  da Ferdinando Scianna  su carta di cotone William Turner Hahnemühle inchiostro ai pigmenti di carbone  allegata al volume Lettori in 22 copie firmate    formato cm 26 per 20

Leonardo Sciascia, Racalmuto

Scarica l’invito in pdf.

Ferdinando Scianna al Circolo dei lettori

Le variazioni Reinach alla Libreria Luxemburg – sabato 21 febbraio

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Sabato 21 febbraio, alle 18, avremo il piacere di presentare “Le variazioni Reinach” (Superbeat) di Filippo Tuena, che torna nelle librerie dopo dieci anni dalla prima pubblicazione. Un libro straordinario sulla storia di una famiglia risucchiata dall’abisso del Novecento: la storia dei Reinach.

“Ci ha impiegato quasi tre anni a scrivere questo libro da quel 30 marzo del 2002 al giorno che ha messo la parola fine al manoscritto e mettendo la parola fine in realtà non mette fine a niente perché sa che soltanto mettendo la parola fine a un libro quel libro comincia a dire quello che doveva dire e forse qualcuno dei suoi lettori sarà disturbato da questa volontaria incompiutezza e interromperà la lettura del libro a metà perché gli apparirà noioso e complesso irrisolto fallito ma magari qualcuno si appassionerà e superando le difficoltà della scrittura e i salti del tempo e i vuoti e gli errori e i malintesi di uno scrittore incompleto arriverà meravigliandosi a convincersi che c’era una storia che andava raccontate e letta e qualcuno l’ha raccontata e forse i fantasmi adesso saranno quieti e troveranno la pace e questo Kaddish laico e frammentario è un tentativo che doveva esser portato a termine e la parola scritta e la storia raccontata come lui sapeva scriverla e raccontarla per esser letta e ricordata come saprà esser letta e ricordata.”

(Le variazioni Reinach, pagine 340-341)

“Non c’è commozione né deriva fantastica, in questo percorso accurato e realistico di Treinachuena, che ha offerto un’immagine abbastanza rara dell’Olocausto percorrendo un’epoca attraverso alcuni personaggi privilegiati, quasi estranei alla vita comune. E forse per questo il contrasto tra ricchezza e orrore risulta più netto, perché solo nell’orrore l’uomo ritrova le sue radici: «Bisogna provare tutto: essere i primi e gli ultimi», dice Léon Reinach da Drancy. In questo viaggio lento e meticoloso verso la fine, senza concessioni narrative defatiganti, Tuena ha costruito dolorosamente un libro essenziale e nobile, che merita rispetto perché aggiunge – in qualche modo – un nuovo tassello al mosaico mai terminato delle testimonianze sull’Olocausto. La sue «variazioni» agganciano la ricerca intellettuale dell’epoca di Proust e la portano lentamente nell’estrema disperazione, dove il tempo è veramente perduto”.

Sergio Pent, TTL-LaStampa

Elena Del Drago alla Libreria Luxemburg: sabato 8 novembre ore 11

Sabato 8 nodeldragovembre, alle 11, avremo il piacere di ospitare Elena Del Drago e il suo “C’eravamo tanti amati – Le coppie dell’arte nel Novecento“, edito da Electa.

Il volume ripercorre cronologicamente la storia artistica del Novecento fino ai giorni nostri, attraverso il racconto biografico delle coppie che l’hanno segnata: incontri fatali, muse, modelle, amanti, mogli o assistenti, lo studio dell’artista spesso è condiviso da un partner con cui discutere progetti, rinnovare o inventare linguaggi, confrontare una visione del mondo e dell’arte, vivere passioni romantiche o ingaggiare una – più o meno esplicita –competizione.
Ogni capitolo è dedicato ad una coppia e ne ripercorre la collaborazione dal momento dell’incontro fino alla separazione, seguendo lo sviluppo dei rispettivi lavori come le influenze reciproche e, naturalmente, i risultati comuni.
Si scoprirà così che spesso opere celeberrime, cambiamenti di rotta epocali o la proclamazione di manifesti non sarebbero esistiti senza il dialogo amoroso con l’altro, una vera e propria forma di creatività.

Gli anni tormentati del rapporto con Leonora Carrington possono diventare la chiave interpretativa di alcuni tra i più bei dipinti di Max Ernst e senza Diego Rivera non esisterebbero gli autoritratti di Frida Kahlo. La fusione collaborativa tra Camille Claudel e Rodin coincide con l’inizio della loro storia d’amore ed è proprio la loro scultura a rivelarne i sentimenti tormentati e altalenanti, mentre Jackson Pollock deve molto alla compagna Lee Krasner: la sua dedizione e le sua continue mediazioni gli aprirono le porte degli ambienti artistici e garantirono una accurata tutela del suo patrimonio artistico.

Attraverso una scrittura fluida, diretta e comunicativa, il racconto cerca di guardare alla scena dell’arte contemporanea da una prospettiva insolita, tra lo studio e il salotto, come a spiare nell’intimità dei protagonisti: è proprio lì che si possono trovare sempre nuovi elementi di comprensione della storia e dell’arte.

Shin dong-Hyuk alla Libreria Luxemburg, venerdì 26 settembre alle 17,30

campo14Shin viveva con la madre nel miglior alloggiamento per prigionieri che il Campo 14 avesse da offrire: un “villaggio modesto” vicino a un frutteto e proprio di fronte al campo in cui un giorno lei sarebbe stata impiccata. Ognuno dei quaranta edifici a un piano del villaggio ospitava quattro famiglie. Lui e la madre dormivano fianco a fianco sul pavimento di cemento di una stanza, mentre la cucina, illuminata da un’unica lampadina penzolante, era in condivisione con le altre famiglie. L’elettricità era disponibile per due ore al giorno, dalle quatto alle cinque del mattino e dalle dieci alle undici di sera.

Guardare fuori dalle finestre, coperte da un’opaca resina grigia, era impossibile.

fugaVenerdì 26 settembre, l’ex prigioniero nordcoreano Shin dong-Hyuk, presenterà Fuga dal Campo 14, traduzione di Ilaria Oddenino, edito da Codice edizioni, scritto da Blaine Harden, scrittore e giornalista americano. Alle 17,30, in Luxemburg, avremo l’onore di conoscere Shin dong-Hyuk e di ascoltare un frammento della sua terribile storia.

Alle 18,30 il libro verrà presentato al Teatro Carignano da Mario Calabresi.

Scheda del libro

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Gli orari estivi della Libreria Luxemburg

Saremo aperti ininterrottamente, anche ad agosto (escluso il 15).new yorker

Saremo aperti per i lettori che andranno in vacanza e vorranno scegliere i libri da leggere in montagna, al mare, al fiume, al lago, in pianura e in collina.

Saremo aperti per i lettori che resteranno in città, per coloro che si ripareranno tra le pareti di casa, per le ombre della sera e per i tramonti al Valentino.

Vi consiglieremo i libri che stiamo leggendo, i romanzi che abbiamo letto e i libri da cui non ci separiamo mai.

La Libreria Luxemburg vi augura un’estate piena di libri.

Il nostro orario settembrino:

Lunedì – sabato: 09:00 – 19:30

Domenica 10:00 – 13:00/15:00 – 19:00.

Libreria Luxemburg, venerdì 11 luglio ore 18:00, “Un giorno triste così felice” di Lorenzo Iervolino

un giorno66thand2nd è lieta di invitarvi alla presentazione di
Un giorno triste così felice
di Lorenzo Iervolino
venerdì 11 luglio, ore 18.00
Libreria Luxemburg – Torino
Via Cesare Battisti, 7
Interviene con l’autore Marco Lupo

Invito

«Lorenzo Iervolino con “Un giorno triste così felice” ci fa viaggiare nei luoghi e nelle idee di un’epoca alimentata da un’energia gioiosa e sovversiva. Il risultato della sua ricerca, durata un anno, è la riscoperta del senso profondo di un’esperienza unica nella storia dello sport.»
Gabriele Santoro

Sócrates: quando il padre Raimundo gli diede questo nome immaginava per il figlio un futuro importante, da medico, filosofo, o rivoluzionario. Sócrates Brasileiro è stato un po’ tutto questo, anche se è passato alla storia come uno degli interpreti più originali dell’arte del futebol: per le sue caratteristiche fisiche e tecniche, per i suoi colpi di tacco, per quel modo di concepire il calcio più come divertimento che una professione. E, naturalmente, per essere stato l’artefice del più rivoluzionario esperimento sociale tentato nello sport: trasformare una squadra di calcio, il mitico Corinthians, in un laboratorio politico capace di contaminare un intero paese vessato da quindici anni di dittatura militare. Un sogno chiamato «democrazia corinthiana».

Lorenzo Iervolino (Roma, 1980) è redattore di TerraNullius e componente della direzione artistica del Flep! Festival delle Letterature Popolari. Ricercatore e ideatore audiovisuale, nel 2012 ha girato l’Italia con il reading-concerto tratto dal romanzo Vogliamo tutto di Nanni Balestrini ed è coautore del format radiofonico La Staffetta – Storie ribelli e cronache perdute.